Cosa c’è di nuovo nella 2.0

AISA 2.0 · Note di versione

Cosa c’è di nuovo nella 2.0

Pubblicato: 21 settembre 2026

AISA SEO Commander: il plugin parla con gli assistenti AI

È la novità della versione. AISA registra tredici strumenti nel registro delle abilities di WordPress e li espone via MCP, il protocollo con cui gli assistenti AI si collegano a un servizio esterno. Da Claude chiedi l’audit di una pagina, l’applicazione dei fix, l’alt text delle immagini o un report dei link rotti, e il lavoro viene fatto sul tuo sito. Cinque strumenti leggono e sono nel plugin gratuito; otto scrivono e arrivano con AISA Premium, il plugin companion separato.

Si collega senza installare altro

AISA ha un punto di accesso MCP suo, all’indirizzo /wp-json/aisa/v1/mcp: bastano quello e una Application Password di WordPress per collegare Claude Code o Claude Desktop, senza plugin aggiuntivi. Se sul sito c’è l’MCP Adapter ufficiale, gli stessi strumenti compaiono anche lì con il loro nome, accanto a quelli di WordPress e degli altri plugin; l’indirizzo dedicato in quel caso è /wp-json/aisa/mcp.

L’interruttore sta dove lo trovi

Le abilities nascono accese, perché altrimenti chi aggiorna non scoprirebbe mai che il plugin parla MCP, e si spengono con una casella in Impostazioni → API Keys. La stessa sezione mostra lo stato reale del sito: l’indirizzo MCP, se l’MCP Adapter è installato, quante abilities sono registrate in questo momento e se la versione di WordPress è sufficiente. Chi preferisce decidere dal file di configurazione può usare define( 'AISA_ABILITIES', false );, che ha la precedenza sul pannello.

Lotti in background, senza attese

Chiedere a un assistente di ottimizzare duecento contenuti significava tenerlo appeso per venti minuti. Adesso AISA accetta il lavoro, risponde subito con l’identificativo di un job e lo esegue per conto suo con il motore in background che già gestiva One-Click SEO. Puoi chiedere l’avanzamento quando vuoi, vedere l’esito contenuto per contenuto e fermare quello che è ancora in coda: ciò che è già stato scritto resta scritto.

Nessuna risposta a metà online

Le domande e risposte generate dall’AI ora hanno uno stato, una per una. Quelle approvate vanno online; quelle da approvare e quelle da completare restano in bacheca e non compaiono né nel sito, né nello schema FAQPage, né nel llms.txt. La regola dietro questo cambiamento è la stessa in tutto il plugin: se AISA non ha un dato, non lo scrive. Una risposta che prima diceva “siamo in [DATO DA VERIFICARE]” oggi nasce vuota, con scritto accanto quale informazione manca e il link al campo da compilare.

Nell’editor di un set trovi le spunte “Approved” riga per riga, i filtri All / Approved / To approve / Suggested con i loro contatori, il bottone “Approve all complete” — che diventa “Approve all shown” quando stai guardando un filtro — e un Undo finché non salvi. Nell’elenco dei set c’è l’azione di gruppo “Approve complete questions”. Un controllo automatico confronta orari, telefoni e nomi di nazione presenti nelle risposte con i dati che hai configurato: quello che non trova riscontro non viene bloccato, ma resta segnalato e fuori dall’approvazione automatica. Il bottone “Regenerate answer” riscrive una singola risposta quando il dato mancante è stato inserito.

Se aggiorni da una versione precedente, le risposte che contenevano un segnaposto escono subito dal sito e il testo vecchio resta conservato e recuperabile dall’editor. Tutte le altre restano approvate e visibili.

La pagina Q&A non nasce più orfana

Dopo “Create dedicated page” AISA propone tre strade: aggiungere la pagina a un menu esistente, accodare il Q&A in fondo a una pagina che hai già — con una revisione salvata prima e una conferma — oppure niente, e in quel caso te lo ricorda l’audit. Lo slug della pagina segue la lingua del set, e la pagina nasce con la lingua giusta e collegata alle traduzioni sorelle quando usi Polylang o WPML. Con un page builder la pagina viene creata senza modalità builder, così il contenuto si vede: se poi la apri con Elementor, il pannello ti dà lo shortcode da incollare in un widget Shortcode.

Le FAQ entrano nello schema del tuo plugin SEO

Con Yoast, Rank Math o All in One SEO attivi, i nodi di AISA entrano nel grafo JSON-LD del plugin SEO invece di aggiungere un secondo blocco di dati strutturati. Su una pagina di FAQ le domande diventano il contenuto principale di quella pagina; altrimenti AISA aggiunge il nodo delle FAQ e la pagina lo referenzia. Se nel grafo ospite c’è già un FAQPage, AISA non aggiunge nulla. Con SEOPress l’innesto non c’è ancora e AISA stampa il proprio nodo: un secondo blocco è meglio di FAQ che non escono da nessuna parte, che era il difetto di prima.

I dati dell’attività diventano campi veri

Nella pagina Local SEO (Google), nella card “Business details”, ci sono quattro campi nuovi: ragione sociale, partita IVA, territorio come lista tipizzata (Country, AdministrativeArea, City) ed elenco dei servizi, uno per riga. Non sono decorazione: finiscono nei dati strutturati come legalName, vatID, areaServed e hasOfferCatalog, nella riga Location del llms.txt, nelle varianti di title e description e nelle risposte delle Q&A. Un campo lasciato vuoto non produce nessuna chiave nello schema: meglio tacere che affermare qualcosa di falso.

Il pulsante “Autofill with AI” (prima “Detect from site”) legge la pagina Contatti e il footer del tuo sito, direttamente dal database, e propone indirizzo, telefoni, email, orari, territorio, ragione sociale e partita IVA. Prima di scrivere ti mostra un confronto campo per campo con le spunte: applicare riempie soltanto il form, il database si tocca con il Salva.

Nei grafi di Yoast e degli altri plugin SEO, questi dati arricchiscono l’Organization invece di restare fermi in llms.txt: indirizzo, telefono, territorio, profili social, cosa sai fare. AISA riempie solo le chiavi mancanti e non sovrascrive mai un valore che hai scritto tu.

Il territorio entra nei titoli e nel llms.txt

Sulla home e sulle pagine di servizio, con un territorio impostato, AISA chiede al modello che almeno due varianti su cinque nominino il luogo, e dopo la generazione le conta davvero: se sono meno del minimo rigenera una volta le sole varianti mancanti, e se la cosa non migliora tiene quelle originali. La riga Location del llms.txt ora si costruisce dai campi strutturati del territorio invece che dal testo libero, e il documento salvato si rigenera da sé quando quei campi cambiano — una versione scritta a mano non viene mai toccata.

Controlli nuovi nell’audit e nel SEO Doctor

Nove controlli in più, tutti deterministici e senza nessuna chiamata AI o richiesta HTTP aggiuntiva: H1 doppio, nome del brand troncato nel title, toponimo assente dal testo di una pagina locale, sottotitoli senza niente sotto, alt text generici. Nel SEO Doctor si aggiungono tre controlli di sito — indirizzo del sito in http con il frontend in https, home con i commenti aperti, residui di altri plugin SEO nei postmeta — e tre nati dalle Q&A: tagline pubblicata come identità, pagina Q&A senza link interni, pagina Q&A senza lingua assegnata. I falsi positivi sono esclusi per costruzione, non per prudenza: ogni controllo scatta solo alle condizioni in cui l’affermazione è certa.

“Verifica sulla pagina pubblica”

Può succedere che un contenuto risulti ottimizzato in bacheca mentre il frontend non stampa nulla, per esempio dopo un cambio di plugin SEO. Ora AISA scarica la pagina come la ricevono i visitatori e confronta title, meta description e immagine social con quelli salvati, segnalando anche i tag Open Graph doppi. Il controllo non parte mai da solo: lo lanci dal box Auto SEO Fix con il pulsante “Verify on the live page”, e il risultato resta in cache per dodici ore. Anche un assistente collegato può chiederlo, ed è la domanda giusta quando un risultato non ti convince.

Il SEO dice dove è stato scritto

Accanto alla data di generazione ora c’è la destinazione: standalone, Yoast, Rank Math, SEOPress o All in One SEO. Se la destinazione è diversa dal plugin SEO attivo, il lavoro è rimasto indietro e si vede a colpo d’occhio. In più l’avviso “N pagine hanno SEO che il plugin non vede” non si spegne più per sempre quando lo chiudi: torna a farsi vivo se il disallineamento peggiora davvero, e la card di stato si aggiorna subito anche quando i campi cambiano fuori da AISA.

Errori di One-Click e Bulk: log completo e report onesto

Un report che diceva “23 su 78, 55 errori” e un registro errori vuoto: non succede più. Ogni errore contato ha la sua riga nel log con la causa vera — provider, modello, stato HTTP, messaggio, durata — comprese le interruzioni che vede solo il browser, come i timeout e i 429. Il log tiene trecento righe, dice da dove viene ogni errore e si può copiare come testo per una richiesta di assistenza. Quando il provider rallenta AISA dimezza le richieste in parallelo, aspetta e ritenta fino a due volte, e il report distingue quello che è stato recuperato al secondo tentativo da quello che è fallito per davvero. I contenuti ottimizzati solo in parte sono segnalati come avviso, con l’elenco dei campi: non passano più per un successo pieno. E “Urrà” compare solo quando gli errori sono zero.

Modelli e prezzi aggiornati senza aspettare una release

I provider AI dismettono i modelli quando vogliono, e finora ogni ritocco richiedeva una nuova versione del plugin. Ora AISA chiede l’elenco dei modelli al provider con la tua chiave e lo unisce al proprio catalogo, e scarica una volta al giorno il listino prezzi aggiornato. Se un modello che hai salvato non viene più offerto, la pagina API te lo dice e ti dà il link per ricaricare la lista: il valore salvato non viene cambiato senza di te. Offline non cambia niente.

Il motore degli schemi è più prudente e più chiaro

Il riconoscimento del tipo di attività non si lascia più convincere dallo stesso fatto ripetuto quattro volte: i segnali sono raggruppati in famiglie, ognuna con un tetto di punti. Per proporre un LocalBusiness ora serve una prova vera di sede, cioè un indirizzo, non solo un numero di telefono; senza, si ripiega sul tipo più onesto e il motivo viene scritto per esteso. La confidenza non è più una percentuale ma un livello con un punteggio, e il prodotto software pubblicizzato porta il prezzo nel nodo Offer, solo se il prezzo c’è.

Contenuto Elementor, H1 e immagini social

“Fix Content” ora lavora anche dentro il widget HTML di Elementor, quello usato da molti temi e da chi impagina a mano: prima rispondeva che non c’era testo modificabile. I widget con script, iframe o blocchi di stile pesanti vengono saltati e contati, e il markup che non viene toccato resta identico byte per byte. La frase chiave può anche entrare nell’H1, se lo chiedi: AISA scrive nel widget heading di Elementor, nell’H1 del contenuto o, se la pagina non ha un H1 proprio, nel titolo del post — dicendo sempre dove ha scritto, con il prima e il dopo, e con un backup. Sul fronte social, l’immagine impostata nel blocco SEO del contenuto adesso vince sempre sulle altre, e i profili social vengono salvati per rete invece che in un elenco che la scheda Impostazioni non riusciva a rileggere.

In AISA Cloud il primo set di domande costa 1 credito

Il Brand Context (“Generate all”) costava già 1 credito perché è configurazione, non contenuto da pubblicare. Ora anche il primo set di Q&A di un sito costa 1 credito: il setup iniziale è 1 + 1. Dal secondo set in poi il Q&A torna a 5 crediti. Il costo si vede sempre prima del clic, accanto al pulsante, e il report di fine generazione dice quanto è stato addebitato davvero. Con le tue chiavi API o nella versione gratuita non cambia nulla: i crediti riguardano solo AISA Cloud.

L’invito a installare AISA Premium compare dove serve

Con una licenza valida e il componente Premium non ancora installato, l’utente vedeva “licenza ok” e basta. Ora l’invito — attiva, installa oppure scarica — compare su tutte le schermate di AISA, nell’elenco dei plugin e nella configurazione guidata, anche nel pacchetto scaricato da WordPress.org, con il link diretto allo zip dell’ultima versione.

Da dove cominciare

La guida passo passo per collegare Claude è nella base di conoscenza; il racconto della novità principale è nel post su SEO Commander.

Usa AISA da Claude

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AISA 2.0 porta la SEO di WordPress dentro gli assistenti AI

AISA 2.0 · Comunicato stampa

AISA 2.0 porta la SEO di WordPress dentro gli assistenti AI

Con AISA SEO Commander il plugin di Ingenium Project espone i propri strumenti via MCP e via Abilities API di WordPress, e aggiorna dati strutturati, domande frequenti e dati dell'attività

21 settembre 2026

Piozzano, Italia, 21 settembre 2026 — Ingenium Project annuncia la disponibilità di AI SEO & GEO Assistant 2.0 (AISA), plugin SEO e GEO per WordPress. Con questa versione il plugin diventa utilizzabile direttamente da un assistente AI: si collega l’assistente al proprio sito e gli si chiede, in linguaggio naturale, di leggere e controllare la SEO delle pagine — e, con la componente Premium, di correggerla.

La funzione si chiama AISA SEO Commander e si appoggia a due standard. Il primo è l’Abilities API introdotta nel core di WordPress 6.9, il registro in cui ogni plugin dichiara cosa sa fare. Il secondo è il Model Context Protocol (MCP), lo standard con cui gli assistenti AI si collegano a servizi esterni. Il server MCP è integrato nel plugin, all’indirizzo /wp-json/aisa/v1/mcp: non serve nessun plugin aggiuntivo e non c’è alcun servizio di terzi nel mezzo. L’accesso avviene con una Application Password di WordPress, una credenziale secondaria dell’utente revocabile in qualsiasi momento; ogni chiamata passa da autenticazione e capability, quindi un assistente collegato opera con gli stessi permessi dell’utente e non uno di più. Gli stessi strumenti sono registrati anche nell’Abilities API, e quindi visibili ai connettori che leggono quel registro, fra cui l’MCP Adapter ufficiale di WordPress.

Gli strumenti sono tredici, divisi per quello che fanno. Cinque leggono e sono nel plugin gratuito: stato SEO di un contenuto, audit on-page, documento llms.txt, Brand Context, diagnostica della configurazione. Un assistente collegato può ispezionare e raccontare l’intero sito senza modificare nulla. Otto scrivono e arrivano con AISA Premium, il plugin companion separato: ottimizzazione di una pagina, correzione dei controlli falliti dell’audit, lotti in background con stato del job, Brand Context, alt text e titolo delle immagini, controllo e riparazione dei link interni, scansione della visibilità nelle risposte AI. Un interruttore nelle impostazioni del plugin spegne l’intera funzione, e una costante nel file di configurazione del sito ha la precedenza sul pannello.

Le altre novità della 2.0

Dati strutturati in convivenza con il plugin SEO. Con Yoast SEO, Rank Math o All in One SEO attivi, i nodi di AISA entrano nel grafo JSON-LD del plugin SEO invece di aggiungere un secondo blocco: le FAQ diventano il FAQPage della pagina, e ragione sociale, indirizzo, territorio, contatti e catalogo dei servizi arricchiscono il nodo dell’organizzazione riempiendo solo le chiavi mancanti, senza sovrascrivere i valori dell’utente.

Domande frequenti con revisione e approvazione. Ogni coppia domanda-risposta ha uno stato: solo le approvate vanno sul sito, nello schema e nel llms.txt. Le risposte prive di un dato nascono vuote, con l’indicazione di cosa manca e il link al campo da compilare — al posto dei segnaposto che potevano finire online nelle versioni precedenti. Un controllo deterministico confronta orari, telefoni e nomi di nazione con i dati configurati, e l’approvazione in blocco è disponibile dal filtro attivo e dall’elenco dei set.

Dati dell’attività strutturati. Ragione sociale, partita IVA, territorio come lista tipizzata ed elenco dei servizi diventano campi veri, con un pulsante Autofill with AI che li propone leggendo la pagina contatti e il footer del sito e chiede conferma campo per campo prima di scrivere. Un campo lasciato vuoto non produce nessuna chiave nello schema.

Controlli nuovi e verifica su ciò che i motori ricevono. L’audit e il SEO Doctor guadagnano nove controlli deterministici — fra cui H1 doppio, brand troncato nel title, toponimo assente dal testo di una pagina locale, alt text generici. Il nuovo comando Verify on the live page scarica la pagina come la ricevono i visitatori e la confronta con quanto AISA ha salvato.

Territorio, catalogo dei modelli e registro errori. Sulla home e sulle pagine di servizio le varianti di title e description nominano il territorio impostato, con un controllo a posteriori che lo verifica. L’elenco dei modelli AI e il listino prezzi si aggiornano dal provider e da un catalogo remoto, senza attendere una nuova versione del plugin. Il registro errori di One-Click SEO e delle operazioni in blocco riporta per ogni errore provider, modello, stato HTTP e durata, e il report finale distingue i contenuti recuperati al secondo tentativo da quelli falliti.

In AISA Cloud il primo set di domande frequenti di un sito costa 1 credito, e dal secondo torna a 5; il costo è sempre indicato prima del clic.

“Un assistente AI che lavora su un sito di produzione va trattato come un collaboratore, non come una scorciatoia: con credenziali proprie, permessi limitati e la possibilità di tornare indietro. È il criterio con cui abbiamo costruito questa versione — e vale anche per il resto della 2.0, dove la regola è che se il plugin non ha un dato non lo scrive.”

— Paolo Chiesa, fondatore di Ingenium Project

Disponibilità e prezzi

La versione gratuita di AI SEO & GEO Assistant è disponibile nella directory dei plugin di WordPress.org e non ha limiti di tempo né quote. AISA Premium, il plugin companion che aggiunge le operazioni in blocco, l’automazione e gli strumenti MCP che scrivono, si scarica da aiseoassistant.io e si installa come qualunque altro plugin. Prezzi: aiseoassistant.io/it/prezzi/. La documentazione della funzione, con la procedura di collegamento e l’elenco degli strumenti, è pubblicata sul sito del prodotto.

Informazioni su Ingenium Project

Ingenium Project è il marchio con cui Paolo Chiesa sviluppa e pubblica software per WordPress e strumenti per la visibilità nei motori di ricerca e nei motori di risposta AI, fra cui AI SEO & GEO Assistant e GEOmetrix. Sede in Italia, Piozzano (PC). Informazioni: ingenium-project.com

Contatti stampa: aiseoassistant.io/it/supporto/ · aiseoassistant.io

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La SEO del tuo sito, al comando di Claude

AISA 2.0 · SEO Commander

La SEO del tuo sito, al comando di Claude

Con AISA 2.0 gli strumenti del plugin diventano strumenti dell’assistente: tredici, con i permessi del tuo utente WordPress

Pubblicato: 21 settembre 2026 · AI SEO News

Per anni il lavoro SEO ha avuto una forma sola: apri wp-admin, apri la pagina, guardi i controlli, correggi, salvi, passi alla successiva. Funziona. È anche il motivo per cui certe cose non si fanno mai, perché farle richiede aprire cinquanta schede.

Con la 2.0, AISA cambia il punto di partenza. Il plugin registra le proprie funzioni nel registro delle abilities di WordPress — quello arrivato nel core con la 6.9 — e le espone via MCP, il protocollo che gli assistenti AI usano per collegarsi a un servizio esterno. Da quel momento Claude non ti spiega cosa dovresti fare sul tuo sito: lo fa, con i tuoi permessi, dentro il tuo sito.

Noi la chiamiamo AISA SEO Commander.

Cosa succede, in concreto

Apri Claude, scrivi una frase normale. Non un comando, non una sintassi: una frase come la diresti a un collaboratore.

“Fai l’audit della pagina Contatti, applica i fix, poi rifai l’audit e dimmi cosa è cambiato.”

Claude legge lo stato SEO del contenuto, chiama l’audit on-page di AISA, riceve la lista dei controlli con l’esito di ognuno, chiede la correzione, poi rilegge e ti racconta la differenza. Tu leggi due righe e decidi se va bene.

Oppure: “Ottimizza in background le venti pagine pubblicate senza meta description e avvisami quando ha finito.” Qui non resta niente appeso: AISA accetta il lavoro, risponde con l’identificativo di un job e lo esegue per conto suo, mentre tu chiudi il portatile. Quando torni, chiedi a che punto è.

Tredici strumenti, due categorie

Cinque strumenti leggono e sono nel plugin gratuito: lo stato SEO di un contenuto, l’audit on-page, il documento llms.txt, il Brand Context, la diagnostica del sito. Sono il modo più onesto di far vedere cosa fa il plugin: un assistente collegato può dire a chiunque cosa non va sul suo sito, senza toccare una virgola.

Otto strumenti scrivono, e arrivano con AISA Premium, il plugin companion separato: ottimizzazione di una pagina, correzione dei controlli falliti dell’audit, lotti in background con lo stato del job, Brand Context, alt text e titolo delle immagini con AI Vision, controllo e riparazione dei link interni, scansione della visibilità nelle risposte AI.

Su cosa ognuno faccia esattamente, e con quali parametri, c’è una guida dedicata: qui basta dire che i nomi che Claude vede sono i nomi delle funzioni che conosci già dall’interfaccia. Non è un secondo prodotto, è lo stesso prodotto con una seconda porta d’ingresso.

La parte noiosa, che è la più importante

Un canale automatico che scrive su un sito di produzione è una cosa seria, e l’abbiamo trattata come tale.

Il collegamento usa una Application Password di WordPress: una password secondaria del tuo utente, che crei in due click e revochi in uno. Claude si presenta al sito come te, con i tuoi permessi e non uno di più. Una pagina che il tuo utente non può modificare resta non modificabile anche da chat.

Le chiavi API, le licenze e i token non sono raggiungibili da nessuno strumento: se chiedi “dov’è la mia chiave OpenAI?”, la risposta dice soltanto se un provider è configurato. Le azioni che cambiano ciò che i visitatori leggono — slug, H1, contenuto — sono spente di default e vanno chieste esplicitamente. Prima di toccare un contenuto AISA salva una revisione, e con Elementor un backup dei dati del builder. La scansione di visibilità AI, che costa denaro vero a un motore di risposta, la prima volta si limita a stimare: lo scan parte solo alla tua conferma. C’è anche un limite di chiamate al minuto per utente, perché un assistente che si incarta non deve poter martellare il tuo sito.

E se un giorno non lo vuoi più: le abilities si spengono con una casella in Impostazioni, o con una riga nel wp-config.php.

Serve installare altro?

No, non necessariamente. AISA ha un punto di accesso MCP integrato: un indirizzo, la Application Password, e Claude Code o Claude Desktop sono collegati. Zero plugin aggiuntivi.

Se invece vuoi che l’assistente gestisca anche il resto del sito — bozze, immagini, menu — un connettore generico come l’MCP Adapter ufficiale, o come Easy MCP AI, mostra le abilities di AISA insieme a tutto il resto. Ed è la strada da prendere anche per ChatGPT, che pretende OAuth.

Su un sito in locale o in staging funziona tutto uguale, purché l’assistente giri sul tuo computer.

Nella 2.0 c’è anche il resto

MCP è il titolo, non tutto il contenuto: la 2.0 porta anche le domande frequenti con revisione e approvazione — nessuna risposta a metà finisce online —, i dati dell’attività come campi veri che arrivano ai dati strutturati e al llms.txt, le FAQ dentro il grafo del tuo plugin SEO, controlli nuovi nell’audit e nel SEO Doctor, il catalogo dei modelli AI aggiornato senza aspettare una release e un registro errori che finalmente dice cos’è andato storto. L’elenco completo è nelle note di versione.

Dove si comincia

Il consiglio è banale e vale sempre: la prima frase da scrivere è “fammi la diagnostica di AISA sul sito”. Se risponde con versione, plugin SEO rilevato e provider configurati, sei collegato, e da lì si prova con una pagina sola prima di lanciare un lotto.

La guida completa — come creare la Application Password, i tre modi per collegarsi, l’elenco dei tredici strumenti e le frasi di esempio — è nella nostra base di conoscenza. AISA 2.0 si scarica dalla pagina dei download; la parte che legge è nel plugin gratuito, quindi si può vedere all’opera prima di decidere qualsiasi cosa.

Leggi la guida: Usa AISA da Claude

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Abbiamo chiesto a due AI di smentirci sul nostro motore dello schema

AISA · Cosa dicono di AISA

Abbiamo chiesto a due AI di smentirci. Una ha corretto l’altra.

Prima di scrivere che il nostro motore dello schema fa cose che nessun altro fa, l’abbiamo fatto esaminare a Gemini e a ChatGPT con l’istruzione esplicita di trovarci i difetti. Sei punti hanno retto alla verifica; tre affermazioni le abbiamo tolte prima di pubblicarle.

Pubblicato: 13 settembre 2026 · Analisi di Google Gemini e ChatGPT su nostra richiesta

Il metodo, perché conta. Abbiamo descritto nove caratteristiche del motore e chiesto di verificare quali esistessero già altrove, con nomi di plugin, versioni e link alla documentazione. Il prompt vietava i complimenti e chiedeva dove fossimo peggiori. Poi abbiamo confrontato le due risposte: vale solo ciò su cui concordano.

Il verdetto

Sei punti che nella documentazione non hanno trovato altrove

Su questi punti entrambe le analisi dicono la stessa cosa, dopo aver esaminato Yoast, Rank Math, All in One SEO, SEOPress, Schema Pro, Slim SEO, The SEO Framework, SASWP e Squirrly.

Capire il mestiere dal sito

Gli altri fanno scegliere il tipo a mano da un menu — Rank Math con i suoi 193, Yoast, AIOSEO, SEOPress, Schema Pro. L’automatismo che esiste altrove riguarda il tipo di contenuto: prodotto → Product, articolo → Article. Non il mestiere dedotto dal testo.

Pesare fonti diverse

Nessuna documentazione descrive un sistema che sommi indizi con pesi diversi. Dove c’è l’integrazione con Google Business, serve a importare l’indirizzo — non come indizio per capire chi sei.

Fermarsi quando non si sa

Le soglie che decidono se applicare, segnalare o solo proporre non hanno equivalenti documentati. È la conseguenza del punto sopra: chi non calcola una confidenza non ha nulla su cui fermarsi.

Dire perché, e cosa ha scartato

Altri mostrano l’anteprima del codice o un validatore. Nessuno mostra il ragionamento, e i segnali rifiutati — perché non c’è nessun ragionamento da mostrare.

Le parole che ingannano

«banca dati» che non fa una banca, «applicazione di intonaci» che non fa un’app: roba da librerie di analisi del linguaggio, non da plugin. Nessuno dei concorrenti processa il testo per assegnare l’entità, quindi non gli serve.

Non dichiarare una sede che non c’è

Gli altri emettono comunque il tipo scelto dall’utente anche senza indirizzo, generando avvisi nel test di Google. Nessuno retrocede il tipo quando la prova manca.

Una delle due ha anche riscritto la frase che possiamo usare, e la adottiamo così com’è: «tra i principali plugin che abbiamo analizzato non abbiamo trovato un sistema documentato che identifichi automaticamente il tipo di attività». Dice cosa abbiamo verificato, senza pretendere di conoscere ogni plugin esistente.

Il filtro

Tre affermazioni che abbiamo tolto

Nella bozza del comunicato c’erano anche queste tre. La verifica le ha fermate prima di noi, ed è esattamente il motivo per cui l’abbiamo chiesta.

Nella bozza

  • «Un registro di 171 attività», detto come primato
  • «Un solo grafo JSON-LD, a differenza degli altri»
  • «Distinguiamo chi produce da ciò che vende»
Cosa dice la documentazione

  • Rank Math ne documenta 193. Numericamente siamo sotto
  • Lo fanno Yoast dalla 11.0, Slim SEO, The SEO Framework. E Google accetta più blocchi separati collegati per @id: uno solo non è nemmeno meglio
  • Standard dal 2019. Rivendicarlo «risulterebbe screditante»

Il primo è quello che insegna di più: il numero che ci sembrava notevole è più piccolo di quello di un concorrente. Un dato del genere non si scopre rileggendo il proprio testo — si scopre solo andando a guardare gli altri. Ed è il motivo per cui un controllo esterno vale più di dieci riletture interne.

Il pezzo più utile

Dove una ha corretto l’altra

Averle interrogate entrambe non è stato uno scrupolo: è servito. Tre fatti rilevanti sono usciti da una sola delle due, e cambiano le conclusioni.

Fatto Perché conta
I 193 tipi di Rank Math Cancella il nostro «primato» numerico
WordLift, che usa analisi del linguaggio ed entità È il vero termine di paragone, non Yoast
Un plugin schema chiuso a maggio 2026 per un problema di sicurezza Andava tolto dai confronti: non esiste più

C’è anche una differenza di metodo che vale la pena raccontare, perché riguarda chiunque usi un’AI per informarsi: una delle due ha accompagnato quasi tutte le sue affermazioni con link che erano ricerche sul web, non pagine di documentazione. Sette su nove. L’altra ha citato pagine vere, verificabili una per una. Le conclusioni delle due coincidevano quasi ovunque — ma solo una si poteva controllare.

Le critiche

Quattro difetti che abbiamo accettato

Non sono osservazioni di cortesia: le stiamo correggendo.

Contiamo la stessa prova più volte. Nome del sito, tagline, H1 e title valgono quattro punti ciascuno. Ma su un sito che si chiama «Rossi Dental Clinic», con H1 e title uguali, sono sedici punti che nascono da una sola decisione editoriale. Il punteggio misura quante volte abbiamo riletto la stessa cosa, non quante prove indipendenti abbiamo. Si risolve raggruppando i segnali e mettendo un tetto a ogni gruppo.

La prova della sede è troppo generosa. Accettiamo indirizzo oppure telefono oppure orari. Ma un’azienda interamente online ha telefono e orari di assistenza: non è un posto dove si entra. Servono due livelli — prova forte (indirizzo, scheda Google con indirizzo, coordinate) e prova di supporto (il resto).

«Confidenza 87%» è una parola sbagliata. Non è una probabilità: è una somma di pesi decisi da noi. Chiamarla percentuale invita la domanda giusta — calibrata su quale insieme di siti? Diventerà un punteggio, non una percentuale.

La scelta manuale è troppo debole. Se dichiari «studio dentistico», non dovresti poter essere battuto dalla somma di titolo, dominio e tagline. Diventerà una decisione che vince e basta.

Il consiglio che cambia i piani

«Non fatevi da parte»

Su un punto sono state d’accordo in modo netto, ed è quello che pesa di più. Oggi, se sul sito c’è già un altro plugin SEO che genera il proprio grafo, AISA smette di emettere i nodi che fa lui. Sensato per non creare doppioni — ma vuol dire che il motore di riconoscimento, cioè la parte che vale, non produce nulla proprio sui siti che usano Yoast o Rank Math. Cioè la maggioranza.

La strada indicata è entrare dentro il loro grafo invece di starne accanto: riusare i loro identificatori e aggiungere solo le entità e le proprietà che mancano. Non è una forzatura: Yoast stessa lo raccomanda ai plugin di terze parti nella sua documentazione per sviluppatori.

Era già scritto nel nostro codice come lavoro della fase successiva. Adesso sappiamo che è la priorità, non un extra.

Perché lo pubblichiamo

Comprese le parti che non ci fanno comodo

Un’analisi chiesta per farsi dare ragione non vale niente, né per noi né per chi legge. Abbiamo chiesto di essere smentiti e in parte lo siamo stati: tre affermazioni erano sbagliate, quattro critiche erano fondate. Il resto — sei punti su cui nessuna delle due ha trovato un equivalente documentato — adesso possiamo dirlo sapendo perché.

Prova AISA gratis

Analisi prodotte da Google Gemini e da ChatGPT il 13 settembre 2026 su nostra richiesta, a partire da una nostra descrizione del plugin. I confronti si basano sulla documentazione pubblica dei plugin citati alla data indicata: funzioni, piani e prezzi di terze parti possono cambiare in qualsiasi momento. Le funzioni AISA descritte sono quelle della versione 1.99.999.2; le correzioni citate sono in lavorazione per la 2.0.

Il tuo sito ora si descrive da solo ai motori — il nuovo motore dello schema

AISA · Road to MCP

Il tuo sito ora si descrive da solo ai motori

L’ultima versione della serie 1.99.999 porta il nuovo motore dello schema: capisce che mestiere fai leggendo il sito, lo dichiara in JSON-LD e ti mostra su quali indizi si è basato. È l’ultimo passo prima della 2.0.

Pubblicato: 13 settembre 2026 · Comunicato stampa

Aggiornamento del 21 settembre 2026. AISA 2.0 è uscita: il collegamento MCP è disponibile e lo schema non cede più il passo agli altri plugin SEO, ci entra dentro. Tutto nelle note di versione.

Il problema

Lo schema quasi nessuno lo compila

I dati strutturati sono il modo in cui un motore capisce cosa sei, non solo cosa scrivi: un’officina, un ristorante, uno studio dentistico, un negozio online. Servono a Google per le schede nei risultati, e servono agli assistenti AI per citarti con cognizione invece che a caso.

Il guaio è che compilarli a mano è un lavoro da addetti: bisogna sapere che esiste schema.org, scegliere il tipo giusto fra centinaia, non sbagliare la gerarchia. Quasi tutti lasciano il valore di default, e il default dice poco o niente.

Come funziona ora

Legge il sito, pesa gli indizi, decide

Il tipo di attività non viene più da un elenco di parole cercate nel testo, ma da segnali con un peso diverso, sommati in un punteggio di confidenza.

Segnale Peso
Categoria della tua scheda Google Business +6
Scelta manuale tua (e vince sempre) +6
Brand Context, nome del sito, tagline, H1 e title della home +4 ciascuno
Nome del dominio +2
USP +1

Dietro c’è un registro di 171 attività — dal panificio al concessionario, dall’idraulico all’e-commerce — ognuna con il suo tipo schema.org, il tipo padre e un ripiego sensato se le prove non bastano.

La parte che cambia tutto

Sa anche quando non è sicuro

Un rilevamento automatico che sbaglia in silenzio è peggio di nessun rilevamento. Per questo la confidenza non resta un numero interno: decide quanto il plugin si permette di fare.

Sopra 90

Applica

Gli indizi concordano. Il tipo viene impostato e il grafo lo dichiara.

Tra 75 e 90

Applica, ma te lo dice

Il tipo viene impostato e accanto compare «da verificare». Ci mettiamo la faccia, non la certezza che non abbiamo.

Sotto 75

Non tocca niente

Si limita a proporre. Sotto 50 resta su Organization, che è generico ma vero.

E soprattutto mostra il perché: nella scheda leggi gli indizi riconosciuti col loro peso — «Google Business: auto repair shop +6 · Brand Context: officina meccanica +4» — e anche quelli che ha scartato. Se non sei d’accordo, cambi tu: la scelta manuale batte tutto.

Gli errori che non fa più

Tre trappole, tre regole

Parole che ingannano

  • «progress bar» in un sito tecnico non lo rende un pub
  • «banca dati» non lo rende una banca
  • «applicazione di intonaci» non lo rende un’app
Come lo evita

  • Confronto a parola intera, con accenti e plurali italiani e inglesi
  • Elenco di eccezioni per ogni attività
  • Gli alias di più parole vincono sui singoli: «concessionario moto» batte «concessionario»

La regola della sede. Se il tipo rilevato presuppone un luogo dove si entra — un ristorante, un negozio — ma nel sito non c’è nessuna traccia di indirizzo, telefono, orari o scheda Google, il tipo scende a quello di ripiego. Dichiarare un locale che non si dimostra è un invito a farsi ignorare.

Chi produce non è ciò che vende. Un sito che vende un plugin, un’app o un corso resta un’organizzazione, e il prodotto viene dichiarato a parte come offerta. Prima un sito del genere rischiava di descrivere sé stesso come un software.

Sotto il cofano

Un solo grafo, e cede il passo se serve

Tutto finisce in un unico blocco JSON-LD con identificatori non duplicati: sito, organizzazione, pagina e contenuto collegati fra loro, come si aspettano di trovarli i motori.

E se sul sito c’è già un altro plugin SEO che genera il proprio grafo, AISA non ne aggiunge un secondo: si fa da parte. Due grafi che si contraddicono sono peggio di uno solo imperfetto — provato con Yoast installato e poi rimosso, senza nodi doppi in nessuno dei due casi.

Il SEO Doctor, intanto, non si limita a dirti cosa manca: logo, profili social, orari, dati di contatto si sistemano da lì, con un clic, senza cercare la pagina giusta.

Dalla 2.0. AISA non si fa più da parte: con Yoast, Rank Math o All in One SEO attivi, i suoi nodi entrano nel grafo del plugin SEO e riempiono solo le chiavi mancanti, senza un secondo blocco e senza sovrascrivere i tuoi valori.

Road to MCP

Ultima della serie. E non la meno importante.

La 1.99.999.2 chiude la serie 1.99.999. Il prossimo numero è il 2.0, e porta il collegamento MCP: il tuo assistente AI che pilota AISA dall’interno, descrivendo il lavoro a parole invece di premere i pulsanti.

Lo schema di oggi e il collegamento di domani guardano nella stessa direzione: un sito che si spiega alle macchine, invece di sperare che indovinino.

Prova AISA gratis

Funzioni descritte come rilasciate nella versione 1.99.999.2 del 13 settembre 2026. Il collegamento MCP è una funzione in sviluppo: cosa si potrà chiedere e come si configura possono ancora cambiare prima del rilascio.

AISA Premium è in vendita — e perché abbiamo scelto Lemon Squeezy

AISA · Comunicato

Da oggi AISA Premium si può acquistare

Il plugin gratuito resta esattamente dov’è, su WordPress.org. Chi vuole le automazioni, da oggi le compra — e vale la pena raccontare da chi passano i pagamenti, perché è una scelta che riguarda anche chi compra.

Pubblicato: 8 settembre 2026 · Comunicato stampa

Cosa cambia

Per chi usa la versione gratuita, niente

Resta gratis, su tutti i tuoi contenuti, con le tue API key: title, meta description, keyphrase e testi ALT, generati a mano quando servono. Continua ad aggiornarsi dalla directory di WordPress come sempre.

Cambia per chi vuole che quel lavoro si faccia da solo: One-Click SEO su tutto il sito, il Batch in background, la SEO Rotation multilingua e le automazioni. Da oggi si acquistano.

I piani

Cinque tagli, dal sito singolo alle trenta installazioni

Piano Siti Primo anno Poi
Cloud 1 €24,99 €19,99/anno
Solo 1 €39,99 €19,99/anno
Pro 3 €84,99 €59,99/anno
Agency 10 €194,99 €99,99/anno
Studio 30 €319,99 €199,99/anno

I prezzi del primo anno sono con il codice FOUNDER50, riservato ai primi 500 e valido sul primo pagamento. Il rinnovo è sempre più basso del prezzo d’acquisto: su Studio sono meno di 7 euro per sito all’anno.

La differenza tra Cloud e Solo è una sola: col Cloud non configuri nessuna chiave AI e usi i crediti inclusi; con Solo usi le tue API key e paghi il provider direttamente, spesso pochi centesimi a pagina.

La scelta

Perché Lemon Squeezy, e cosa ci guadagni tu

Potevamo incassare noi con un gateway qualsiasi. Abbiamo scelto un Merchant of Record: formalmente non compri da noi, compri da Lemon Squeezy, che poi paga noi. Sembra un dettaglio contabile. Invece cambia quattro cose molto concrete.

La fattura è giusta ovunque tu sia

L’IVA viene calcolata e versata nel tuo paese. Se hai partita IVA europea, il reverse charge è gestito. Nessuna sorpresa fiscale — né per te né per il tuo commercialista.

I dati della carta non toccano il nostro sito

Carta o PayPal, sulla loro infrastruttura. Noi non vediamo, non salviamo e non custodiamo nulla dei tuoi mezzi di pagamento.

L’abbonamento lo governi tu

Un portale tuo per cambiare metodo di pagamento, scaricare le fatture o disdire. Nessuna email da scrivere, nessuna attesa: il rimborso segue la nostra policy pubblica.

La licenza arriva da sola

Chiave via mail, la incolli, il plugin si sblocca. E i siti di sviluppo e staging non consumano un’attivazione: prepari la SEO in locale e la porti online senza bruciare uno dei tuoi domini.

A noi costa circa il 5% più mezzo dollaro a transazione. Li consideriamo spesi bene: significa non scaricare su di te la complessità fiscale internazionale.

Le cose che restano

Cosa non cambia

Gratis, come prima

  • Il plugin resta su WordPress.org e continua ad aggiornarsi
  • Ottimizzazione manuale su tutti i contenuti, con le tue chiavi
  • Funziona con Yoast, Rank Math, SEOPress e AIOSEO — o da solo
Le tue chiavi restano tue

  • Con Solo e superiori paghi il provider AI direttamente
  • Nessun ricarico nostro sui token che consumi
  • Col Cloud, in alternativa, non configuri nulla: crediti inclusi

Il lancio

FOUNDER50, finché dura

Il codice vale sul primo pagamento ed è limitato ai primi 500. Non è un timer che riparte domani: quando i posti finiscono, i prezzi tornano di listino e restano quelli. Il rinnovo, invece, resta più basso del prezzo d’acquisto.

Vedi i piani

Prezzi in euro, IVA esclusa dove applicabile: l’importo finale e le imposte sono mostrati al checkout in base al tuo paese. I piani sono abbonamenti annuali; lo sconto di lancio si applica al primo pagamento. Venduto tramite Lemon Squeezy, Merchant of Record.

Cinque cose che chiederai alla tua AI quando AISA sarà collegata

AISA · Anteprima

Cinque cose che chiederai alla tua AI quando AISA sarà collegata

Il collegamento MCP l’abbiamo raccontato come un telecomando per il tuo sito. Ecco la parte che conta davvero: cosa dirai ad alta voce, e cosa ti tornerà indietro.

Pubblicato: 7 settembre 2026 · Anteprima di una funzione in sviluppo

Aggiornamento del 21 settembre 2026. AISA 2.0 è uscita e il collegamento MCP è disponibile, con il nome AISA SEO Commander. Com’è andata a finire: il post di lancio e la guida per collegare Claude. Questo articolo resta com’era, come anteprima.

La forma della cosa

Descrivi il lavoro. Lui lo esegue dentro AISA.

Non dovrai imparare comandi né scrivere nomi di funzioni. Scriverai la stessa frase che diresti a un collega, e l’assistente capirà quale pezzo di AISA usare. Tutto quello che fa, lo fa attraverso il plugin che hai già configurato — il tuo Brand Context, il tuo provider, il tuo plugin SEO.

Ed è l’ultimo punto quello da tenere a mente: niente viene scritto due volte. Se i tuoi campi vivono in Yoast, Rank Math, SEOPress o AIOSEO, è lì che continuano a vivere.

Cinque momenti veri

Com’è in una giornata di lavoro normale

Free

«Sto per pubblicare la pagina Prezzi — manca qualcosa?»

La diagnosi ce l’hai prima che la pagina esca, non tre settimane dopo quando ti accorgi che non si posiziona. Non tocca niente, non scrive niente. Ti fa solo sapere.

Free

«La pagina Servizi non fa traffico. Perché?»

L’assistente legge quello che AISA già sa di quella pagina e ti risponde in italiano — prima di scrivere un solo carattere. Leggere è la metà che userai di più, ed è la metà che non costa nulla.

Premium

«Va bene, adesso sistemala.»

Leggi la diagnosi, sei d’accordo, glielo dici. La riscrittura torna con la tua voce — il Brand Context che hai configurato una volta sola — e finisce nel plugin SEO che usi già.

Premium

«Cambia anche l’indirizzo.»

Lo slug si muove solo se glielo chiedi — e quando si muove, il redirect parte insieme, nello stesso respiro. Il vecchio indirizzo continua a funzionare. È esattamente il passaggio che a mano ci si dimentica.

«Lascia fare al redattore, ma solo sui suoi articoli.»

Il collegamento porta con sé i permessi dell’utente WordPress che c’è dietro. L’assistente di un redattore lavorerà esattamente su quello che quel redattore poteva già modificare a mano — nemmeno un articolo in più. E le tue chiavi API non le vede mai.

Dove passa la linea

Guardare è gratis. Cambiare è Premium.

È la stessa divisione di sempre in AISA, e si ricorda facile. Nel plugin gratuito potrai fare domande sul tuo sito e ricevere risposte vere. Se chiedi la correzione, te lo dirà chiaramente che è la metà Premium — nessun errore muto, nessuna pagina scritta a metà.

E una cosa per volta: questa è una conversazione, non un lavoro in blocco. Ottimizzare un sito intero resta dov’è giusto che sia — One-Click SEO, che gira in background dentro il plugin.

Quando

Entro fine settembre, con AISA 2.0

Sul nostro sito di prova gira già. Partiamo da Claude e allarghiamo da lì, e preferiamo mostrarti la cosa finita piuttosto che un elenco di promesse — per questo i dettagli di configurazione arrivano il giorno in cui esce.

Intanto il plugin fa già ognuno di questi lavori dalle sue schermate. Il collegamento cambia chi preme il pulsante, non quello che il pulsante fa.

Prova AISA gratis

Anteprima di una funzione in sviluppo. Cosa si potrà chiedere, e come si configura, possono ancora cambiare prima del rilascio.

La tua AI sta per pilotare AISA: il collegamento MCP in arrivo

AISA · In arrivo

La tua AI sta per pilotare AISA

Entro fine settembre AISA si collega agli assistenti AI attraverso MCP, lo standard che WordPress ha portato dentro il core. Non dovrai installare nulla di nuovo: il tuo sito diventa il punto di collegamento, tu descrivi il lavoro in italiano e l’assistente lo esegue dentro AISA.

Pubblicato: 6 settembre 2026 · Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2026 · Anteprima di una funzione in sviluppo

Aggiornamento del 21 settembre 2026. AISA 2.0 è uscita e il collegamento MCP è disponibile, con il nome AISA SEO Commander. Com’è andata a finire: il post di lancio e la guida per collegare Claude. Questo articolo resta com’era, come anteprima.

In una frase

Che cos’è, in parole semplici?

È un telecomando. AISA sa già fare decine di cose: generare title e meta description, sistemare gli alt text, riscrivere lo schema, controllare i link rotti, rigenerare il file llms.txt. Finora quei bottoni li premevi tu, uno per uno. Il collegamento MCP li mette a disposizione dell’assistente AI con cui già lavori.

Detto ancora meglio: AISA non diventa più intelligente. Diventa comandabile. Smetti di guidarla clic per clic e cominci a dirle cosa vuoi ottenere.

Un caso concreto

Come cambia una mattinata di lavoro?

Oggi Venti pagine, una mattinata

Apri Search Console, guardi quali pagine vanno male, te le annoti. Apri WordPress, cerchi la prima pagina, apri AISA, leggi cosa non va, decidi il titolo nuovo, lo scrivi, salvi. Poi passi alla seconda. E così per venti.

Con il collegamento Venti pagine, una frase

“Guarda le pagine di questo sito che stanno in seconda pagina su Google, controlla quali hanno il titolo sbagliato, riscrivilo e salva.” L’assistente legge i dati reali dal suo collegamento a Search Console, chiede ad AISA lo stato SEO di ogni pagina, propone le modifiche e le fa applicare. Tu leggi il resoconto e dici sì o no.

Il salto vero si vede quando i siti sono tanti. Chi ne gestisce venti o quaranta oggi rinuncia a certe manutenzioni non perché non sappia farle, ma perché moltiplicate per quaranta non stanno in piedi. Con il telecomando lo stesso controllo su un sito o su venti costa la stessa fatica: una frase.

Le funzioni

Che cosa potrai chiedere?

Le funzioni che AISA metterà a disposizione dell’assistente sono quelle che già usi dal pannello, esposte una per una con i loro permessi.

Ottimizzare

Da una pagina all’intero sito

Generazione di title, meta description, frase chiave e AI Context su un singolo contenuto oppure in blocco, con i lavori pesanti che girano in background.

Diagnosticare

Audit e riparazioni

Lo stato di salute SEO di una pagina, i problemi trovati e le correzioni proposte: la parte che risponde alla domanda “cosa c’è da sistemare, e perché proprio questo”.

GEO

llms.txt, schema e AI Context

Rigenerare il file llms.txt, proporre lo schema giusto per un contenuto, aggiornare il contesto che i motori generativi leggono.

Manutenzione

Alt text, link rotti, varianti

Descrivere le immagini senza alt, trovare e correggere i link che portano a un 404, creare le varianti per la rotazione dei title.

Gratis o a pagamento

Sarà incluso nella versione gratuita?

In parte, e la linea è netta: capire è per tutti, fare è nelle versioni a pagamento.

Gratis La diagnosi

L’assistente potrà chiedere ad AISA lo stato SEO di una pagina, leggere i problemi trovati e il file llms.txt, e spiegarti cosa non va. Su qualsiasi sito, senza licenza.

Premium L’esecuzione

Applicare le modifiche, ottimizzare in blocco, descrivere le immagini, lanciare le scansioni GEO: tutto ciò che scrive o lavora su volume è nelle versioni a pagamento.

Perché proprio lì: quello per cui si paga non è il singolo comando, è il lavoro ripetuto su volume — le venti pagine dell’esempio qui sopra. Un telecomando che facesse tutto gratis svuoterebbe il piano a pagamento, e un prodotto che non si sostiene smette di essere sviluppato. Preferiamo dirlo adesso, non al momento del clic.

Il come

Perché non dovrai installare niente?

Perché il ponte lo ha costruito WordPress. Con la versione 6.9 è entrata nel core la Abilities API: un modo standard per un plugin di dichiarare “io so fare queste cose”. A febbraio 2026 è arrivato l’adattatore ufficiale che pubblica quelle capacità via MCP, e con WordPress 7.0 il meccanismo entra ancora più a fondo nel core.

1

AISA si presenta

Ogni funzione viene dichiarata al core con il suo nome, la descrizione, i dati che accetta e chi ha il permesso di usarla.

2

WordPress fa da centralino

Autenticazione, permessi, elenco delle funzioni disponibili: li gestisce il core. Da parte nostra non c’è nessun programma da installare né un server in mezzo: AISA dichiara che cosa sa fare, il resto lo mette WordPress.

3

L’assistente le trova da solo

Qualunque assistente compatibile con MCP vede comparire le funzioni di AISA e può usarle. Non solo il nostro: lo standard è aperto.

Sui siti con versioni di WordPress precedenti il collegamento non c’è, ma le funzioni restano raggiungibili dalle API REST di AISA: nessuno resta indietro, cambia solo la strada.

I limiti, dichiarati

Chi decide cosa l’AI può toccare?

Tu, con le stesse regole che WordPress usa già per gli utenti. Ogni funzione ha il suo permesso: se un account non può modificare un contenuto, non potrà farlo nemmeno passando dall’assistente.

Fuori portata

Le chiavi non si toccano

Chiavi API, credenziali e connessioni esterne restano fuori dal collegamento: nessun assistente potrà leggerle o cambiarle.

Reversibile

Prima, dopo e ritorno

Le modifiche passano dagli stessi meccanismi del pannello: anteprima di cosa cambia e possibilità di tornare indietro.

Sotto controllo

Il lavoro grosso è in coda

Le operazioni di massa girano in background e si possono seguire passo passo, invece di partire tutte insieme senza che tu te ne accorga.

La cosa da capire

Non lo faranno tutti, prima o poi?

Sì, ed è giusto dirlo. Comandare WordPress a voce sta diventando una funzione di base: è finita dentro WordPress stesso, gratis, e nel giro di qualche mese ce l’avranno in molti. Chi vende “il tuo sito pilotato dall’AI” come se fosse un’esclusiva, tra sei mesi venderà l’acqua calda.

Quello che un telecomando generico non ti dà è il giudizio: sapere quale titolo va cambiato e perché proprio quello, incrociando le posizioni reali su Google con l’intento della pagina. Se l’assistente non ha quel pezzo, il lavoro di decidere resta comunque sulle tue spalle.

Il valore di questa novità, quindi, non è “AISA si comanda a voce”. È che AISA capisce cosa c’è da fare, e da fine settembre potrà anche farlo.

Tempi

Quando arriva?

L’obiettivo è entro fine settembre 2026. Le funzioni compariranno progressivamente, a partire da quelle di diagnosi e ottimizzazione delle singole pagine; le operazioni di massa seguiranno insieme al motore in background. Nel frattempo il plugin è già scaricabile e funzionante: il collegamento si aggiunge a quello che già fa, non lo sostituisce.

Se vuoi capire il quadro dentro cui si muove tutto questo, parti dalla guida Cos’è la GEO; per vedere AISA al lavoro oggi, c’è il tutorial completo in video.

Intanto puoi già provarlo

AISA è gratuito sulla directory ufficiale di WordPress.org: installalo ora, la diagnosi via AI arriverà con un aggiornamento anche nella versione gratuita.

AI SEO & GEO Assistant · Questa è l’anteprima di una funzione in sviluppo: tempi e perimetro possono cambiare in corso d’opera, e li aggiorneremo qui. Il collegamento MCP richiede una versione di WordPress che includa la Abilities API e il relativo adattatore ufficiale; sulle installazioni precedenti restano disponibili le API REST del plugin.

AISA è ufficialmente su WordPress.org

Comunicato stampa · 30 agosto 2026

AISA è ufficialmente su WordPress.org

Il plugin AI SEO & GEO Assistant ha superato la revisione ed è da oggi disponibile nella directory ufficiale dei plugin di WordPress.org: chiunque può installarlo gratuitamente dalla propria bacheca e riceverne gli aggiornamenti automatici, come per qualsiasi altro plugin WordPress.

Pubblicato: 30 agosto 2026 · Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2026 · Per la stampa: info@ingenium-project.com

Il fatto

Cosa è stato annunciato?

Milano, 30 agosto 2026 — Ingenium Project annuncia che AISA — AI SEO & GEO Assistant è stato approvato ed è ora pubblicato nella directory ufficiale di WordPress.org. Il plugin, che porta l’intelligenza artificiale dentro la gestione SEO di WordPress, era finora distribuito solo attraverso il sito del produttore: da oggi è installabile in un clic da oltre quaranta milioni di siti WordPress nel mondo.

La pagina ufficiale è it.wordpress.org/plugins/aisa-ai-seo-geo-assistant. La versione pubblicata è la 1.99.993, compatibile con WordPress dalla 5.9 alla 7.1 e con PHP 8.0 o superiore.

Il prodotto

Che cos’è AISA?

AISA (AI SEO & GEO Assistant) è un plugin WordPress che genera con l’intelligenza artificiale gli elementi SEO di un sito — titoli, meta description, frasi chiave, alt text delle immagini, dati strutturati — e lo prepara per i motori generativi come ChatGPT, Perplexity e Gemini. Funziona accanto ai plugin SEO esistenti (Yoast, Rank Math, SEOPress, AIOSEO), scrivendo nei loro campi nativi, oppure in completa autonomia.

Automazione

One-Click SEO

Ottimizza l’intero sito con un solo comando, in background: title, meta description, frasi chiave e contesto AI generati contenuto per contenuto.

GEO

llms.txt e AI Context

Genera automaticamente il file llms.txt e un contesto semantico pensato per i motori generativi: la parte che i plugin SEO tradizionali non coprono.

Accessibilità

Alt text con la visione AI

Il modello “guarda” davvero l’immagine e scrive alt text e titolo pertinenti: un aiuto concreto sia per l’accessibilità sia per Google Immagini.

Costi trasparenti

Le tue API key

Otto provider supportati — DeepSeek, GLM, Grok, Mistral, OpenAI, Gemini, Claude e Perplexity. L’utente collega le proprie chiavi e paga il consumo reale al provider: il plugin non rivende token.

Il significato

Perché l’arrivo nella directory conta?

Prima Distribuzione dal sito

Il file andava scaricato e caricato a mano, e ogni aggiornamento richiedeva di ripetere l’operazione. Una barriera per chi non ha dimestichezza tecnica.

Da oggi Un clic dalla bacheca

Plugin → Aggiungi nuovo → “AISA” → Installa. Gli aggiornamenti arrivano automaticamente, con la stessa procedura di sicurezza di ogni plugin della directory.

“Volevo che anche chi non ha un budget per un consulente potesse avere una SEO fatta bene. Con AISA colleghi le tue chiavi API e paghi centesimi per ottimizzazione: il plugin non rivende token e non mette limiti artificiali per spingerti all’aggiornamento a pagamento. Essere nella directory ufficiale significa che da oggi chiunque può provarlo in un clic, e questo per un progetto indipendente è il traguardo che conta.”
— Paolo Chiesa, fondatore di Ingenium Project

Disponibilità

Come si ottiene e quanto costa?

1

Versione gratuita

Scaricabile da WordPress.org o installabile dalla bacheca. Include la generazione dei meta, il file llms.txt, la scansione SEO del sito e il collegamento ai provider AI con le proprie chiavi.

2

Versioni a pagamento

Aggiungono le automazioni di massa, la visione per le immagini, il Writing DNA e gli strumenti per più siti. Sono abbonamenti annuali, con uno sconto di lancio riservato ai primi utenti: dettagli e listino aggiornato su aiseoassistant.io.

3

Piano Cloud

Per chi non vuole gestire chiavi API né ricariche: le ottimizzazioni sono già incluse nel prezzo dell’abbonamento.

Requisiti tecnici: WordPress 5.9 o superiore (testato fino alla 7.1), PHP 8.0 o superiore. Il plugin funziona anche in locale e negli ambienti di staging.

Informazioni sull’azienda

Chi c’è dietro AISA?

Ingenium Project è la realtà fondata da Paolo Chiesa a Piozzano, in provincia di Piacenza, che sviluppa strumenti per WordPress con un’idea precisa: mettere l’intelligenza artificiale al servizio di chi gestisce siti reali, con costi trasparenti e senza vincoli. Oltre ad AISA, il progetto comprende strumenti di sincronizzazione fra ambienti di staging e produzione e servizi di analisi della visibilità sui motori generativi.

Sito ufficiale

aiseoassistant.io

Documentazione, guide e listino aggiornato del prodotto, in italiano e in inglese.

Materiali

Video e immagini

Il video di presentazione ufficiale è disponibile nella sezione Media del sito, insieme agli altri contenuti utilizzabili dalla stampa.

Contatti stampa

info@ingenium-project.com

Per interviste, approfondimenti tecnici o richieste di materiale: info@ingenium-project.com. Assistenza utenti: support@aiseoassistant.io.

Disponibile ora su WordPress.org

Installalo dalla tua bacheca in un clic, oppure scaricalo dalla directory ufficiale.

AI SEO & GEO Assistant · Comunicato stampa del 30 agosto 2026, Ingenium Project — Paolo Chiesa, Piozzano (Piacenza), Italia. Dati di versione e compatibilità rilevati dalla scheda ufficiale su WordPress.org alla data di pubblicazione. Marchi e nomi di prodotti terzi citati appartengono ai rispettivi proprietari. Riproduzione del testo consentita citando la fonte.