Abbiamo chiesto a due AI di smentirci. Una ha corretto l’altra.
Prima di scrivere che il nostro motore dello schema fa cose che nessun altro fa, l’abbiamo fatto esaminare a Gemini e a ChatGPT con l’istruzione esplicita di trovarci i difetti. Sei punti hanno retto alla verifica; tre affermazioni le abbiamo tolte prima di pubblicarle.
Pubblicato: 13 settembre 2026 · Analisi di Google Gemini e ChatGPT su nostra richiesta
Il metodo, perché conta. Abbiamo descritto nove caratteristiche del motore e chiesto di verificare quali esistessero già altrove, con nomi di plugin, versioni e link alla documentazione. Il prompt vietava i complimenti e chiedeva dove fossimo peggiori. Poi abbiamo confrontato le due risposte: vale solo ciò su cui concordano.
Sei punti che nella documentazione non hanno trovato altrove
Su questi punti entrambe le analisi dicono la stessa cosa, dopo aver esaminato Yoast, Rank Math, All in One SEO, SEOPress, Schema Pro, Slim SEO, The SEO Framework, SASWP e Squirrly.
Capire il mestiere dal sito
Gli altri fanno scegliere il tipo a mano da un menu — Rank Math con i suoi 193, Yoast, AIOSEO, SEOPress, Schema Pro. L’automatismo che esiste altrove riguarda il tipo di contenuto: prodotto → Product, articolo → Article. Non il mestiere dedotto dal testo.
Pesare fonti diverse
Nessuna documentazione descrive un sistema che sommi indizi con pesi diversi. Dove c’è l’integrazione con Google Business, serve a importare l’indirizzo — non come indizio per capire chi sei.
Fermarsi quando non si sa
Le soglie che decidono se applicare, segnalare o solo proporre non hanno equivalenti documentati. È la conseguenza del punto sopra: chi non calcola una confidenza non ha nulla su cui fermarsi.
Dire perché, e cosa ha scartato
Altri mostrano l’anteprima del codice o un validatore. Nessuno mostra il ragionamento, e i segnali rifiutati — perché non c’è nessun ragionamento da mostrare.
Le parole che ingannano
«banca dati» che non fa una banca, «applicazione di intonaci» che non fa un’app: roba da librerie di analisi del linguaggio, non da plugin. Nessuno dei concorrenti processa il testo per assegnare l’entità, quindi non gli serve.
Non dichiarare una sede che non c’è
Gli altri emettono comunque il tipo scelto dall’utente anche senza indirizzo, generando avvisi nel test di Google. Nessuno retrocede il tipo quando la prova manca.
Una delle due ha anche riscritto la frase che possiamo usare, e la adottiamo così com’è: «tra i principali plugin che abbiamo analizzato non abbiamo trovato un sistema documentato che identifichi automaticamente il tipo di attività». Dice cosa abbiamo verificato, senza pretendere di conoscere ogni plugin esistente.
Tre affermazioni che abbiamo tolto
Nella bozza del comunicato c’erano anche queste tre. La verifica le ha fermate prima di noi, ed è esattamente il motivo per cui l’abbiamo chiesta.
- «Un registro di 171 attività», detto come primato
- «Un solo grafo JSON-LD, a differenza degli altri»
- «Distinguiamo chi produce da ciò che vende»
- Rank Math ne documenta 193. Numericamente siamo sotto
- Lo fanno Yoast dalla 11.0, Slim SEO, The SEO Framework. E Google accetta più blocchi separati collegati per
@id: uno solo non è nemmeno meglio - Standard dal 2019. Rivendicarlo «risulterebbe screditante»
Il primo è quello che insegna di più: il numero che ci sembrava notevole è più piccolo di quello di un concorrente. Un dato del genere non si scopre rileggendo il proprio testo — si scopre solo andando a guardare gli altri. Ed è il motivo per cui un controllo esterno vale più di dieci riletture interne.
Dove una ha corretto l’altra
Averle interrogate entrambe non è stato uno scrupolo: è servito. Tre fatti rilevanti sono usciti da una sola delle due, e cambiano le conclusioni.
| Fatto | Perché conta |
|---|---|
| I 193 tipi di Rank Math | Cancella il nostro «primato» numerico |
| WordLift, che usa analisi del linguaggio ed entità | È il vero termine di paragone, non Yoast |
| Un plugin schema chiuso a maggio 2026 per un problema di sicurezza | Andava tolto dai confronti: non esiste più |
C’è anche una differenza di metodo che vale la pena raccontare, perché riguarda chiunque usi un’AI per informarsi: una delle due ha accompagnato quasi tutte le sue affermazioni con link che erano ricerche sul web, non pagine di documentazione. Sette su nove. L’altra ha citato pagine vere, verificabili una per una. Le conclusioni delle due coincidevano quasi ovunque — ma solo una si poteva controllare.
Quattro difetti che abbiamo accettato
Non sono osservazioni di cortesia: le stiamo correggendo.
Contiamo la stessa prova più volte. Nome del sito, tagline, H1 e title valgono quattro punti ciascuno. Ma su un sito che si chiama «Rossi Dental Clinic», con H1 e title uguali, sono sedici punti che nascono da una sola decisione editoriale. Il punteggio misura quante volte abbiamo riletto la stessa cosa, non quante prove indipendenti abbiamo. Si risolve raggruppando i segnali e mettendo un tetto a ogni gruppo.
La prova della sede è troppo generosa. Accettiamo indirizzo oppure telefono oppure orari. Ma un’azienda interamente online ha telefono e orari di assistenza: non è un posto dove si entra. Servono due livelli — prova forte (indirizzo, scheda Google con indirizzo, coordinate) e prova di supporto (il resto).
«Confidenza 87%» è una parola sbagliata. Non è una probabilità: è una somma di pesi decisi da noi. Chiamarla percentuale invita la domanda giusta — calibrata su quale insieme di siti? Diventerà un punteggio, non una percentuale.
La scelta manuale è troppo debole. Se dichiari «studio dentistico», non dovresti poter essere battuto dalla somma di titolo, dominio e tagline. Diventerà una decisione che vince e basta.
«Non fatevi da parte»
Su un punto sono state d’accordo in modo netto, ed è quello che pesa di più. Oggi, se sul sito c’è già un altro plugin SEO che genera il proprio grafo, AISA smette di emettere i nodi che fa lui. Sensato per non creare doppioni — ma vuol dire che il motore di riconoscimento, cioè la parte che vale, non produce nulla proprio sui siti che usano Yoast o Rank Math. Cioè la maggioranza.
La strada indicata è entrare dentro il loro grafo invece di starne accanto: riusare i loro identificatori e aggiungere solo le entità e le proprietà che mancano. Non è una forzatura: Yoast stessa lo raccomanda ai plugin di terze parti nella sua documentazione per sviluppatori.
Era già scritto nel nostro codice come lavoro della fase successiva. Adesso sappiamo che è la priorità, non un extra.
Comprese le parti che non ci fanno comodo
Un’analisi chiesta per farsi dare ragione non vale niente, né per noi né per chi legge. Abbiamo chiesto di essere smentiti e in parte lo siamo stati: tre affermazioni erano sbagliate, quattro critiche erano fondate. Il resto — sei punti su cui nessuna delle due ha trovato un equivalente documentato — adesso possiamo dirlo sapendo perché.
Analisi prodotte da Google Gemini e da ChatGPT il 13 settembre 2026 su nostra richiesta, a partire da una nostra descrizione del plugin. I confronti si basano sulla documentazione pubblica dei plugin citati alla data indicata: funzioni, piani e prezzi di terze parti possono cambiare in qualsiasi momento. Le funzioni AISA descritte sono quelle della versione 1.99.999.2; le correzioni citate sono in lavorazione per la 2.0.