Il tuo sito ora si descrive da solo ai motori — il nuovo motore dello schema

AISA · Road to MCP

Il tuo sito ora si descrive da solo ai motori

L’ultima versione della serie 1.99.999 porta il nuovo motore dello schema: capisce che mestiere fai leggendo il sito, lo dichiara in JSON-LD e ti mostra su quali indizi si è basato. È l’ultimo passo prima della 2.0.

Pubblicato: 13 settembre 2026 · Comunicato stampa

Aggiornamento del 21 settembre 2026. AISA 2.0 è uscita: il collegamento MCP è disponibile e lo schema non cede più il passo agli altri plugin SEO, ci entra dentro. Tutto nelle note di versione.

Il problema

Lo schema quasi nessuno lo compila

I dati strutturati sono il modo in cui un motore capisce cosa sei, non solo cosa scrivi: un’officina, un ristorante, uno studio dentistico, un negozio online. Servono a Google per le schede nei risultati, e servono agli assistenti AI per citarti con cognizione invece che a caso.

Il guaio è che compilarli a mano è un lavoro da addetti: bisogna sapere che esiste schema.org, scegliere il tipo giusto fra centinaia, non sbagliare la gerarchia. Quasi tutti lasciano il valore di default, e il default dice poco o niente.

Come funziona ora

Legge il sito, pesa gli indizi, decide

Il tipo di attività non viene più da un elenco di parole cercate nel testo, ma da segnali con un peso diverso, sommati in un punteggio di confidenza.

Segnale Peso
Categoria della tua scheda Google Business +6
Scelta manuale tua (e vince sempre) +6
Brand Context, nome del sito, tagline, H1 e title della home +4 ciascuno
Nome del dominio +2
USP +1

Dietro c’è un registro di 171 attività — dal panificio al concessionario, dall’idraulico all’e-commerce — ognuna con il suo tipo schema.org, il tipo padre e un ripiego sensato se le prove non bastano.

La parte che cambia tutto

Sa anche quando non è sicuro

Un rilevamento automatico che sbaglia in silenzio è peggio di nessun rilevamento. Per questo la confidenza non resta un numero interno: decide quanto il plugin si permette di fare.

Sopra 90

Applica

Gli indizi concordano. Il tipo viene impostato e il grafo lo dichiara.

Tra 75 e 90

Applica, ma te lo dice

Il tipo viene impostato e accanto compare «da verificare». Ci mettiamo la faccia, non la certezza che non abbiamo.

Sotto 75

Non tocca niente

Si limita a proporre. Sotto 50 resta su Organization, che è generico ma vero.

E soprattutto mostra il perché: nella scheda leggi gli indizi riconosciuti col loro peso — «Google Business: auto repair shop +6 · Brand Context: officina meccanica +4» — e anche quelli che ha scartato. Se non sei d’accordo, cambi tu: la scelta manuale batte tutto.

Gli errori che non fa più

Tre trappole, tre regole

Parole che ingannano

  • «progress bar» in un sito tecnico non lo rende un pub
  • «banca dati» non lo rende una banca
  • «applicazione di intonaci» non lo rende un’app
Come lo evita

  • Confronto a parola intera, con accenti e plurali italiani e inglesi
  • Elenco di eccezioni per ogni attività
  • Gli alias di più parole vincono sui singoli: «concessionario moto» batte «concessionario»

La regola della sede. Se il tipo rilevato presuppone un luogo dove si entra — un ristorante, un negozio — ma nel sito non c’è nessuna traccia di indirizzo, telefono, orari o scheda Google, il tipo scende a quello di ripiego. Dichiarare un locale che non si dimostra è un invito a farsi ignorare.

Chi produce non è ciò che vende. Un sito che vende un plugin, un’app o un corso resta un’organizzazione, e il prodotto viene dichiarato a parte come offerta. Prima un sito del genere rischiava di descrivere sé stesso come un software.

Sotto il cofano

Un solo grafo, e cede il passo se serve

Tutto finisce in un unico blocco JSON-LD con identificatori non duplicati: sito, organizzazione, pagina e contenuto collegati fra loro, come si aspettano di trovarli i motori.

E se sul sito c’è già un altro plugin SEO che genera il proprio grafo, AISA non ne aggiunge un secondo: si fa da parte. Due grafi che si contraddicono sono peggio di uno solo imperfetto — provato con Yoast installato e poi rimosso, senza nodi doppi in nessuno dei due casi.

Il SEO Doctor, intanto, non si limita a dirti cosa manca: logo, profili social, orari, dati di contatto si sistemano da lì, con un clic, senza cercare la pagina giusta.

Dalla 2.0. AISA non si fa più da parte: con Yoast, Rank Math o All in One SEO attivi, i suoi nodi entrano nel grafo del plugin SEO e riempiono solo le chiavi mancanti, senza un secondo blocco e senza sovrascrivere i tuoi valori.

Road to MCP

Ultima della serie. E non la meno importante.

La 1.99.999.2 chiude la serie 1.99.999. Il prossimo numero è il 2.0, e porta il collegamento MCP: il tuo assistente AI che pilota AISA dall’interno, descrivendo il lavoro a parole invece di premere i pulsanti.

Lo schema di oggi e il collegamento di domani guardano nella stessa direzione: un sito che si spiega alle macchine, invece di sperare che indovinino.

Prova AISA gratis

Funzioni descritte come rilasciate nella versione 1.99.999.2 del 13 settembre 2026. Il collegamento MCP è una funzione in sviluppo: cosa si potrà chiedere e come si configura possono ancora cambiare prima del rilascio.