Cosa c’è di nuovo nella 2.0
Pubblicato: 21 settembre 2026
AISA SEO Commander: il plugin parla con gli assistenti AI
È la novità della versione. AISA registra tredici strumenti nel registro delle abilities di WordPress e li espone via MCP, il protocollo con cui gli assistenti AI si collegano a un servizio esterno. Da Claude chiedi l’audit di una pagina, l’applicazione dei fix, l’alt text delle immagini o un report dei link rotti, e il lavoro viene fatto sul tuo sito. Cinque strumenti leggono e sono nel plugin gratuito; otto scrivono e arrivano con AISA Premium, il plugin companion separato.
Si collega senza installare altro
AISA ha un punto di accesso MCP suo, all’indirizzo /wp-json/aisa/v1/mcp: bastano quello e una Application Password di WordPress per collegare Claude Code o Claude Desktop, senza plugin aggiuntivi. Se sul sito c’è l’MCP Adapter ufficiale, gli stessi strumenti compaiono anche lì con il loro nome, accanto a quelli di WordPress e degli altri plugin; l’indirizzo dedicato in quel caso è /wp-json/aisa/mcp.
L’interruttore sta dove lo trovi
Le abilities nascono accese, perché altrimenti chi aggiorna non scoprirebbe mai che il plugin parla MCP, e si spengono con una casella in Impostazioni → API Keys. La stessa sezione mostra lo stato reale del sito: l’indirizzo MCP, se l’MCP Adapter è installato, quante abilities sono registrate in questo momento e se la versione di WordPress è sufficiente. Chi preferisce decidere dal file di configurazione può usare define( 'AISA_ABILITIES', false );, che ha la precedenza sul pannello.
Lotti in background, senza attese
Chiedere a un assistente di ottimizzare duecento contenuti significava tenerlo appeso per venti minuti. Adesso AISA accetta il lavoro, risponde subito con l’identificativo di un job e lo esegue per conto suo con il motore in background che già gestiva One-Click SEO. Puoi chiedere l’avanzamento quando vuoi, vedere l’esito contenuto per contenuto e fermare quello che è ancora in coda: ciò che è già stato scritto resta scritto.
Nessuna risposta a metà online
Le domande e risposte generate dall’AI ora hanno uno stato, una per una. Quelle approvate vanno online; quelle da approvare e quelle da completare restano in bacheca e non compaiono né nel sito, né nello schema FAQPage, né nel llms.txt. La regola dietro questo cambiamento è la stessa in tutto il plugin: se AISA non ha un dato, non lo scrive. Una risposta che prima diceva “siamo in [DATO DA VERIFICARE]” oggi nasce vuota, con scritto accanto quale informazione manca e il link al campo da compilare.
Nell’editor di un set trovi le spunte “Approved” riga per riga, i filtri All / Approved / To approve / Suggested con i loro contatori, il bottone “Approve all complete” — che diventa “Approve all shown” quando stai guardando un filtro — e un Undo finché non salvi. Nell’elenco dei set c’è l’azione di gruppo “Approve complete questions”. Un controllo automatico confronta orari, telefoni e nomi di nazione presenti nelle risposte con i dati che hai configurato: quello che non trova riscontro non viene bloccato, ma resta segnalato e fuori dall’approvazione automatica. Il bottone “Regenerate answer” riscrive una singola risposta quando il dato mancante è stato inserito.
Se aggiorni da una versione precedente, le risposte che contenevano un segnaposto escono subito dal sito e il testo vecchio resta conservato e recuperabile dall’editor. Tutte le altre restano approvate e visibili.
La pagina Q&A non nasce più orfana
Dopo “Create dedicated page” AISA propone tre strade: aggiungere la pagina a un menu esistente, accodare il Q&A in fondo a una pagina che hai già — con una revisione salvata prima e una conferma — oppure niente, e in quel caso te lo ricorda l’audit. Lo slug della pagina segue la lingua del set, e la pagina nasce con la lingua giusta e collegata alle traduzioni sorelle quando usi Polylang o WPML. Con un page builder la pagina viene creata senza modalità builder, così il contenuto si vede: se poi la apri con Elementor, il pannello ti dà lo shortcode da incollare in un widget Shortcode.
Le FAQ entrano nello schema del tuo plugin SEO
Con Yoast, Rank Math o All in One SEO attivi, i nodi di AISA entrano nel grafo JSON-LD del plugin SEO invece di aggiungere un secondo blocco di dati strutturati. Su una pagina di FAQ le domande diventano il contenuto principale di quella pagina; altrimenti AISA aggiunge il nodo delle FAQ e la pagina lo referenzia. Se nel grafo ospite c’è già un FAQPage, AISA non aggiunge nulla. Con SEOPress l’innesto non c’è ancora e AISA stampa il proprio nodo: un secondo blocco è meglio di FAQ che non escono da nessuna parte, che era il difetto di prima.
I dati dell’attività diventano campi veri
Nella pagina Local SEO (Google), nella card “Business details”, ci sono quattro campi nuovi: ragione sociale, partita IVA, territorio come lista tipizzata (Country, AdministrativeArea, City) ed elenco dei servizi, uno per riga. Non sono decorazione: finiscono nei dati strutturati come legalName, vatID, areaServed e hasOfferCatalog, nella riga Location del llms.txt, nelle varianti di title e description e nelle risposte delle Q&A. Un campo lasciato vuoto non produce nessuna chiave nello schema: meglio tacere che affermare qualcosa di falso.
Il pulsante “Autofill with AI” (prima “Detect from site”) legge la pagina Contatti e il footer del tuo sito, direttamente dal database, e propone indirizzo, telefoni, email, orari, territorio, ragione sociale e partita IVA. Prima di scrivere ti mostra un confronto campo per campo con le spunte: applicare riempie soltanto il form, il database si tocca con il Salva.
Nei grafi di Yoast e degli altri plugin SEO, questi dati arricchiscono l’Organization invece di restare fermi in llms.txt: indirizzo, telefono, territorio, profili social, cosa sai fare. AISA riempie solo le chiavi mancanti e non sovrascrive mai un valore che hai scritto tu.
Il territorio entra nei titoli e nel llms.txt
Sulla home e sulle pagine di servizio, con un territorio impostato, AISA chiede al modello che almeno due varianti su cinque nominino il luogo, e dopo la generazione le conta davvero: se sono meno del minimo rigenera una volta le sole varianti mancanti, e se la cosa non migliora tiene quelle originali. La riga Location del llms.txt ora si costruisce dai campi strutturati del territorio invece che dal testo libero, e il documento salvato si rigenera da sé quando quei campi cambiano — una versione scritta a mano non viene mai toccata.
Controlli nuovi nell’audit e nel SEO Doctor
Nove controlli in più, tutti deterministici e senza nessuna chiamata AI o richiesta HTTP aggiuntiva: H1 doppio, nome del brand troncato nel title, toponimo assente dal testo di una pagina locale, sottotitoli senza niente sotto, alt text generici. Nel SEO Doctor si aggiungono tre controlli di sito — indirizzo del sito in http con il frontend in https, home con i commenti aperti, residui di altri plugin SEO nei postmeta — e tre nati dalle Q&A: tagline pubblicata come identità, pagina Q&A senza link interni, pagina Q&A senza lingua assegnata. I falsi positivi sono esclusi per costruzione, non per prudenza: ogni controllo scatta solo alle condizioni in cui l’affermazione è certa.
“Verifica sulla pagina pubblica”
Può succedere che un contenuto risulti ottimizzato in bacheca mentre il frontend non stampa nulla, per esempio dopo un cambio di plugin SEO. Ora AISA scarica la pagina come la ricevono i visitatori e confronta title, meta description e immagine social con quelli salvati, segnalando anche i tag Open Graph doppi. Il controllo non parte mai da solo: lo lanci dal box Auto SEO Fix con il pulsante “Verify on the live page”, e il risultato resta in cache per dodici ore. Anche un assistente collegato può chiederlo, ed è la domanda giusta quando un risultato non ti convince.
Il SEO dice dove è stato scritto
Accanto alla data di generazione ora c’è la destinazione: standalone, Yoast, Rank Math, SEOPress o All in One SEO. Se la destinazione è diversa dal plugin SEO attivo, il lavoro è rimasto indietro e si vede a colpo d’occhio. In più l’avviso “N pagine hanno SEO che il plugin non vede” non si spegne più per sempre quando lo chiudi: torna a farsi vivo se il disallineamento peggiora davvero, e la card di stato si aggiorna subito anche quando i campi cambiano fuori da AISA.
Errori di One-Click e Bulk: log completo e report onesto
Un report che diceva “23 su 78, 55 errori” e un registro errori vuoto: non succede più. Ogni errore contato ha la sua riga nel log con la causa vera — provider, modello, stato HTTP, messaggio, durata — comprese le interruzioni che vede solo il browser, come i timeout e i 429. Il log tiene trecento righe, dice da dove viene ogni errore e si può copiare come testo per una richiesta di assistenza. Quando il provider rallenta AISA dimezza le richieste in parallelo, aspetta e ritenta fino a due volte, e il report distingue quello che è stato recuperato al secondo tentativo da quello che è fallito per davvero. I contenuti ottimizzati solo in parte sono segnalati come avviso, con l’elenco dei campi: non passano più per un successo pieno. E “Urrà” compare solo quando gli errori sono zero.
Modelli e prezzi aggiornati senza aspettare una release
I provider AI dismettono i modelli quando vogliono, e finora ogni ritocco richiedeva una nuova versione del plugin. Ora AISA chiede l’elenco dei modelli al provider con la tua chiave e lo unisce al proprio catalogo, e scarica una volta al giorno il listino prezzi aggiornato. Se un modello che hai salvato non viene più offerto, la pagina API te lo dice e ti dà il link per ricaricare la lista: il valore salvato non viene cambiato senza di te. Offline non cambia niente.
Il motore degli schemi è più prudente e più chiaro
Il riconoscimento del tipo di attività non si lascia più convincere dallo stesso fatto ripetuto quattro volte: i segnali sono raggruppati in famiglie, ognuna con un tetto di punti. Per proporre un LocalBusiness ora serve una prova vera di sede, cioè un indirizzo, non solo un numero di telefono; senza, si ripiega sul tipo più onesto e il motivo viene scritto per esteso. La confidenza non è più una percentuale ma un livello con un punteggio, e il prodotto software pubblicizzato porta il prezzo nel nodo Offer, solo se il prezzo c’è.
Contenuto Elementor, H1 e immagini social
“Fix Content” ora lavora anche dentro il widget HTML di Elementor, quello usato da molti temi e da chi impagina a mano: prima rispondeva che non c’era testo modificabile. I widget con script, iframe o blocchi di stile pesanti vengono saltati e contati, e il markup che non viene toccato resta identico byte per byte. La frase chiave può anche entrare nell’H1, se lo chiedi: AISA scrive nel widget heading di Elementor, nell’H1 del contenuto o, se la pagina non ha un H1 proprio, nel titolo del post — dicendo sempre dove ha scritto, con il prima e il dopo, e con un backup. Sul fronte social, l’immagine impostata nel blocco SEO del contenuto adesso vince sempre sulle altre, e i profili social vengono salvati per rete invece che in un elenco che la scheda Impostazioni non riusciva a rileggere.
In AISA Cloud il primo set di domande costa 1 credito
Il Brand Context (“Generate all”) costava già 1 credito perché è configurazione, non contenuto da pubblicare. Ora anche il primo set di Q&A di un sito costa 1 credito: il setup iniziale è 1 + 1. Dal secondo set in poi il Q&A torna a 5 crediti. Il costo si vede sempre prima del clic, accanto al pulsante, e il report di fine generazione dice quanto è stato addebitato davvero. Con le tue chiavi API o nella versione gratuita non cambia nulla: i crediti riguardano solo AISA Cloud.
L’invito a installare AISA Premium compare dove serve
Con una licenza valida e il componente Premium non ancora installato, l’utente vedeva “licenza ok” e basta. Ora l’invito — attiva, installa oppure scarica — compare su tutte le schermate di AISA, nell’elenco dei plugin e nella configurazione guidata, anche nel pacchetto scaricato da WordPress.org, con il link diretto allo zip dell’ultima versione.
Da dove cominciare
La guida passo passo per collegare Claude è nella base di conoscenza; il racconto della novità principale è nel post su SEO Commander.